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BELLUSCO

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Informazioni/numeri utili - Cenni storici - Il nome - I primi abitatoriSagre e appuntamenti

Informazioni/numeri utili

Codice avviamento postale 20040 Enel Agenzia di Vimercate - Via Cadorna, 25 039.66.90.52
Municipio - Piazza Kennedy, 1 039.62.38.25 Acquedotto 02.89.52.01
Ufficio anagrafe 039.62.38.25 Gas 02.95.04.989
Polizia Municipale 039.60.22.084 Farmacia - Via Bergamo, 23 039.62.36.21
Assistenza sociale 039.60.22.385 U.S.S.L. 28 - Piazza Fumagalli, 6 039.60.20.460
Palestra Comunale di via Pascoli 039.60.22.039 Guardia Medica - Vimercate 039.66.541
Biblioteca civica - Piazza Fumagalli, 6 039.60.22.118 Carabinieri - Via Circonvallazione, 1/g 039.62.38.49
Parrocchia San Martino - Piazza Chiesa, 2 039.62.30.34 Polizia stradale - Arcore 039.617.333
Poste e telecomunicazioni - Piazza Kennedy, 6 039.60.20.569 Posto telefonico pubblico: Nuovo Bar - Via Dante, 49 039.60.67.305
Soccorso Pubblico di emergenza 113 Soccorso ACI 116
Carabinieri Pronto Intervento 112 Vigili del Fuoco 115
Emergenza sanitaria 118 . .

Cenni storici
Bellusco sorge in mezzo alla pianura non lontano dalle colline moreniche della Brianza e dalle Prealpi lombarde su cui spiccano le creste della Grigna e dei Resegone (m. 1.975).
La favorevole posizione geografica è sottolineata dal fatto che si trova a metà strada fra Milano e Bergamo, in una zona compresa tra il fiume Adda a est e il torrente Molgora a ovest. Il paese, posto sulla direttrice di grandi vie di comunicazione, costituisce un importante nodo di smistamento del traffico e del commercio tra il milanese, il comasco e il bergamasco soprattutto in seguito alla costruzione del nuovo tratto provinciale Bellusco - Gerno. Il centro storico è costituito dal castello quattrocentesco e da alcune corti, risalenti al '600, che gravitano intorno alla piazza principale dei paese (Piazza Fumagalli) dalla forma triangolare, dove convergono le strade che provengono da Vimercate, Ornago, Busnago e Sulbiate. Per chi giunge da Vimercate, Bellusco appare come un'ordinata teoria di case che si librano da un capo all'altro di un modesto altipiano su cui dominano la torre dei castello e il campanile della chiesa parrocchiale. Il paesaggio belluschese, anche se presenta il tipico aspetto della pianura lombarda, non è uniforme né monotono perché è modellato da una serie di avvallamenti e di dossi originatisi in seguito aviazione dei diluviali dei Quaternario. Il territorio è solcato da piccoli corsi d'acqua: la Cava e il rio Vallone. E' coltivato a cereali e foraggio; i boschi occupano vaste aree al confine con i terreni argillosi delle brughiere. Nella zona sud-orientale, adibita a "riserva di caccia", trova rifugio la modesta fauna locale: lepri, fagiani, storni ecc.
Il Comune appartenente alla provincia e diocesi di Milano, dista dal capoluogo lombardo km. 28,1 (riferito a Piazza Duomo); km. 12 da Monza; km. 3 da Vimercate. Si trova a una altitudine di 214m. sul livello del mare e si estende su una superficie di 6,48 kmq., pari a 648 ettari. Il territorio comprende le frazioni e cascine di Cantone, S. Nazzaro, S. Martino, Bellana, Camuzzago, Mosca, S. Giuseppe, Turro. La popolazione, che nel 1861 era di 1483 abitanti, è andata via via crescendo di numero. Ora conta 6008 abitanti. l'economia belluschese fino a pochi decenni fa era basata esclusivamente sull'agricoltura: coltivazione dei cereali e allevamento dei baco da seta. Oggi prevale l'attività industriale che si è sviluppata intorno a piccole e medie aziende che interessano il ramo tessile, metallurgico, delle materie plastiche ed elettronico.

Il nome
Belusco, Beluselo, Bellusco, Billusco, Beiuxo, Beusco.
Bellusco viene nominato per la prima volta in un atto di permuta di beni tra il vescovo di Bergamo Adalberto e il nobile lnselberto rogato nell'anno 898, e appare con la grafia "Belusco". La spiegazione dei termine è incerta e nasce dalla varietà delle ipotesi che si possono avanzare.
È opinione comune che la maggior parte delle località lombarde deve il proprio nome a quello dell'antico proprietario di un fondo su cui si sarebbe poi sviluppato l'abitato.
A tale proposito Dante Olivieri nel "Dizionario di Toponomastica lombarda" suppone che Bellusco derivi dal nome romano "Bello" con l'aggiunta dei suffisso - usco. In un articolo apparso nel 1966 sulla rivista "Brianza", Virginio Riva propende invece per "Beilus lucus', accennando all'esistenza di un bosco sacro ("lucus") e ameno nel luogo in cui sarebbe sorto Bellusco. Si potrebbe supporre anche una derivazione da 'beiuarum locus" (luogo delle fiere), in rapporto con il carattere selvaggio e insidioso dei territorio. Il nome Bellusco potrebbe essere una forma contratta di "Beleni lucus", bosco sacro di Beleno, nome di una divinità celtica dei ceto rurale padano corrispondente ad Apollo. Tale ipotesi potrebbe essere avvalorata dall'esistenza di una frazione detta "Bellana" e dal fatto che numerosi toponimi lombardi - veneti si rifanno ad antiche divinità locali, come Mercurago da Mercuriacum, Bergamo da un dio preromano detto Bergimus, Albano dal dio Aponus.
L’ipotesi non è azzardata se consideriamo che la toponomastica lombarda è così eterea, che non esclude il bello anche se non è rigorosamente comprovato. Non è presunzione se un oscuro paese della Brianza vanta le proprie origini da un altrettanto oscuro dio celtico. Dal IX sec. Bellusco assume nei documenti diverse grafie, alcune ricorrenti, altre curiose, dovute con ogni probabilità a un errore di trascrizione o all'ignoranza di chi ha rogato il documento.
In una pergamena del 998, in cui il vescovo di Tortona Liutfredo vende alcuni beni al duca Ottone, appare il luogo di "Beluscio". Nel testamento del Luglio 1064 Unfredo detto Trolia, commerciante di Vimercate, lascia alla chiesa plebana di S. Stefano un campo situato "in vico et fundo Bellusco".
Nel 1901 incontriamo la forma "Bilusco" nella relazione di un "placito" tenuto a Bergamo dal Conte Corrado. In un atto firmato a Milano il 25 agosto 1097 compare tra i testimoni un certo "Paganus de Beluxo", cittadino cremonese.
In un documento del 1113 si parla di Gotofredo figlio del fu Ullifredo,"de loco qui dicitur Beusco sito Martexana".
La forma attuale "Bellusco" la ritroviamo nel diploma dell'irnperatore Federico I Barbarossa del 27 aprile 1162, che riferisce i nomi dei luoghi posseduti in feudo dall'abbazia benedettina di S. Pietro di Cividate. Nel 1191, in un atto di cessione di fondi, compare come teste un certo "Ginixmerius qui dicitur de Belusco". Da allora fin quasi ai nostri giorni le due forme 'Belusco" e "Bellusco" si sono alternate con singolare regolarità, finché quest'ultima ha finito per prevalere. Nel 1903 don Carlo Pellegrini redigeva le vicende storiche di "Belusco" e avvertiva il lettore che "gli antichi scrivevano il nome dei nostro paese con una L sola, i moderni preferiscono raddoppiarla".
La forma antica è certamente più esatta, risponde all'etimologia dei nome e si conserva inalterata nei nome della famiglia Beluschi. la moderna è più nota e più usata.

I primi abitatori
Bellusco fa il suo ingresso nella storia nel IX sec., epoca a cui risalgono i primi documenti provenienti dall'Archivio Capitolare di Bergamo e raccolti da Mario Lupi nel "Codex diplornaticus civitatis et ecclesiae Bergomatis”.
Ma l'abitato esisteva sicuramente molto tempo prima, per cui viene spontaneo chiederci in quale epoca avvenne il primo insediamento e chi furono gli antichi abitatori dei paese. È praticamente impossibile rispondere con certezza. Sappiamo che prima del V sec. a. C., il nostro territorio fu popolato dai Liguri, un antico popolo di razza mediterranea in possesso di una cultura povera e arretrata. Poi vi si stabilirono gli lnsubri, una delle numerose tribù in cui erano suddivisi i Celti. Provenienti dall'Europa centrale, questi barbari si sovrapposero alla preesistente cultura ligure, facendo di 'Mediolanum" (Milano) il loro centro più importante. Abitavano in villaggi, si cibavano di carne, praticavano la razzia e il saccheggio. Introdussero nella Valle Padana il culto delle 'Matrone", dee della fertilità dei campi; di "Espona", dea dei cavalli; di "Beleno", divinità solare. Non sappiamo se Bellusco affonda le sue radici nell'epoca ligure - celtica né se vi fosse già allora un nucleo abitato, ma dati toponomastici e arcaici sembrano non escluderne la possibilità. Il suffisso -usco, secondo alcuni studiosi, sarebbe caratteristico della lingua ligure e serberebbe il ricordo di un primitivo insediamento di questo antico popolo mediterraneo. Più evidente appare la componente celtica se si accetta l'ipotesi della derivazione di Bellusco da "Beleni lucus", la località sacra al dio Beleno. Tali congetture possono far pensare che Bellusco fosse già abitato prima dei 222 a. C., anno che segna l'arrivo delle legioni romane nella pianura padana. Era forse praticato il culto al dio Beleno, la cui importanza si conservò fino alla completa romanizzazione dei territorio (III sec. d. C.) e si spense in seguito alla diffusione dei Cristianesimo nelle nostre campagne.

Sagre e appuntamenti
Festa di S. Nazzaro: alla fine di luglio si svolge la festa sull’aia a Cascina S. Nazzaro con canti, balli e degustazione di piatti locali.
Festa del paese in onore di S. Giustina: la seconda domenica di settembre vengono allestiti dai rioni cittadini i carri fiorati allegorici ispirati a temi biblici. La tradizione del Palio di S. Giustina risale al 1955.
Festival internazionale di Teatro e danza: a cura del Teatro dell’Aleph in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. Solitamente si svolge a giugno.
Festa di S. Martino: la settimana dell’11 novembre vengono proposte iniziative e manifestazioni che hanno come tema la solidarietà e il volontariato.

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