|
BELLUSCO - Attività sportiva e passione: perché non c'è la prima senza
la seconda nella filosofia che impregna la sezione pattinaggio della
Polisportiva Bellusco. L'obiettivo principale è avviare ragazzi e adulti
a questo sport, farlo conoscere il più possibile. Ma non può esserci
sport senza spirito di sacrificio e senza dedizione e volontà: "La
passione - ha esclamato il presidente della sezione pattinaggio, Paolo
Grossi - è la molla incentivante e allo stesso tempo la conquista dello
sport. Resta la prima condizione imprescindibile, perché dalla passione
nascono il rispetto e l'accettazione delle scelte".
Dunque una mentalità che guarda allo sport nella totalità delle sue
componenti, non solo a quella agonistica. "Anzi - ha continuato Grossi -
le priorità sono: educare i ragazzi facendoli divertire e permettere
agli adulti di svagarsi e di scaricare la tensione lavorativa. Chi poi
si appassiona davvero avrà la possibilità di continuare e di impegnarsi
a livello agonistico entrando nella squadra. Noi cerchiamo di creare
questa continuità tra i corsi di avviamento al pattinaggio e la squadra,
perché siamo sicuri che è più facile trattenerli con noi quando
crescono".
E a giudicare dai numeri sembra che a Bellusco funzionino sia il
programma di avviamento allo sport che quello agonistico. Oltre alla
squadra, che a partire dalla nuova stagione in corso ha raggiunto quasi
cinquanta atleti, la società rossoblu gestisce due
corsi: il primo da
settembre a gennaio, che si svolgerà per la maggior parte in strutture
al chiuso, l'altro fino a maggio, che si terrà, tempo permettendo, sulla
pista dei pattinodromo della Polisportiva e dunque all'aperto, ciascuno
con una media di settanta atleti con un ricambio del 20% circa. Questo
grazie anche al “Progetto Quick” nato dalla collaborazione della Scuola
e del Comune per la Polisportiva: perché i ragazzi vengano a contatto
con tutti gli sport, in un anno scolastico devono provarne almeno due
tra quelli esistenti nella Polisportiva.
Grazie a questa collaborazione, il 25% dei ragazzi a seguito
dell’iniziativa sono di Bellusco: segno della lungimiranza
dell’Amministrazione comunale e della sua attenzione verso il mondo
dello sport, ma nello stesso tempo segno che anche la polisportiva si è
meritata questa fiducia. Infatti,
se la società sta in piedi, oltre al contributo del Comune, lo deve allo
spirito che ha saputo creare: richiamo per genitori, per volontari e
appassionati. Qui tutti i compiti sono divisi tra mamme che cuciono
divise e preparano i panini per feste e rinfreschi, al paese intero che
da sempre si mostra ricettivo per questo sport, e a qualche generoso
sponsor.
Per chi poi vuole rilassarsi dopo il lavoro c’è un corso che richiama
una trentina di adulti. Tra questi ultimi circa una dozzina sono
genitori di ragazzini iscritti alla Polisportiva, a testimonianza dello
spirito di famiglia che si è instaurato all'intemo della sezione.
E nella costruzione di questo ambiente familiare larga parte hanno avuto
le strutture: perché la Polisportiva, con il suo bar e le sue altre
attività è un punto di richiamo per i genitori, che permette loro di
avvicinarsi e stare più a contatto con l'attività sportiva dei figli.
Nello stesso tempo la fortuna, più unica che rara, di avere a
disposizione palestre coperte, permette di non interrompere
l'allenamento nemmeno nei mesi più freddi.
"Questo è davvero un punto di forza per noi - ha spiegato Giorgio
Trezzi, allenatore della squadra agonistica, a Bellusco dal 2000, quando
è riuscito a risollevare la squadra dopo un anno senza conduzione
tecnica - perché ci permette di attaccare alla stagione delle gare con
un allenamento completo alle spalle. Perché il mio intento è e sarà
sempre quello dì migliorarci. Non bisogna mai lasciare nulla al caso e
anche la sconfitta serve per far meglio; l'importante è che, al di là
del risultato, il ragazzo dispieghi sempre appieno le sue potenzialità.
Per questo qui abbiamo stabilito regole ferree perché solo queste
costituiscono la leva di maturazione e di crescita del ragazzo. E solo
queste danno frutti tant'è vero che, nonostante i ragazzi siano chiamati
ad allenarsi cinque volte alla settimana, nonostante l'impegno e il
sacrificio richiesti siano grandi, la media delle Presenze in pista di
ciascun pattinatore è del 95%".
E forse sono anche le motivazioni che spiegano perché nella stagione
agonistica scorsa il Bellusco è stata la società più premiata a livello
regionale e si è classificata sesta a livello nazionale. Per quanto
riguarda l'anno sportivo appena apertosi, invece, gli obiettivi del con
della continua voglia di crescere e migliorarsi, sono ulteriormente
aumentati: "Quest'anno vorremmo farci conoscere all'estero - ha spiegato
il presidente Paolo Grossi - perché acquistare una dimensione
internazionale, oltre alla possibilità di offrire gare nuove e più
competitive per quegli atleti che hanno già un'esperienza a livello
nazionale, è sicuramente un fattore incentivante e motivante verso
questo sport. Per questo, dopo una riunione in cui i genitori ci hanno
dato il loro pieno appoggio, abbiamo programmato di partecipare a tre
gare in altrettanti paesi stranieri, e nello stesso tempo abbiamo
cercato di rendere più internazionali le manifestazioni di casa nostra".
Dunque, trasformare il tradizionale
trofeo Lorenzo Brioni in una
manifestazione di richiamo internazionale, e inoltre sono state fissate
tre trasferte: in Francia nel periodo di Pasqua per il Trofeo delle Tre
Piste, in Germania a Gross-Gerau e per finire ad Ostenda in Belgio. E
oltre a questo nuovo volto di società proiettata all'estero, la nuova
categoria, anche se dai fini opposti, degli Amatori sta prendendo forma
in questi mesi iniziali, anche se è tutto al imminente è ancora da
definire.
(Il Giornale di Vimercate -
02/11/04) |