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Due
volate, imperiose e vincenti, per consacrare quattro campioni italiani e
suggellare il successo di una manifestazione fantastica. I campionati
italiani di Gran Fondo di pattinaggio hanno trionfato ieri sullo
spettacolare percorso del lungolago di Lecco. Una scelta vincente, che
avvicina la gente a questo sport. Nel cordone di pubblico che ha
assiepato i 1700 metri dell'anello del percorso dalla Canottieri al
distributore della Shell, all'altezza di via Torri Tarelli c'erano anche
le autorità cittadine. «La manifestazione è bella e spettacolare, dà
visibilità alla città a cui non ha creato particolari problemi di
viabilità. Speriamo di ripeterla», auspica il sindaco Lorenzo Bodega.
Si spinge oltre il presidente del Coni Pinuccio Castelnuovo. «Spero che
questa gara rappresenti una partenza, non una meta per le società
organizzatrici. Mi parlavano della possibilità di ospitare una gara di
coppa del mondo: nel caso, ci dovremo attrezzare con le tribune, ma
l'ipotesi l’accolgo volentieri. Se lo chiederanno sarò della partita. Il
pattinaggio è uno sport spettacolare, povero ma molto duro »
Il volto dolcissimo nella neo campioessa italiana Simona Di Eugenio è un
altro bello spot, così come le sue parole. «Speravo in una bella gara,
non nella vittoria. Sono felice, contentissima. Ed è bello corre
circondati da tanto pubblico, nel pattinaggio capita poche volte.
Abbiamo trovato tanta accoglienza; grazie a tutti».
Meno soddisfatto il tecnico dell'A.S. Padrnese, società che ha
organizzato l'evento, Gianni Peverelli. Silvia Arzuffi, vice campionessa
italiana in carica e punta di diamante in questa difficile competizione,
è stata messa fuori gioco da una caduta a cinque giri dalla conclusione
dei 25 previsti.
Visibilmente teso, l'ex campione del mondo non usa giri di parole.
«Quando chiedo di fare la gara non bisogna stare ad aspettare le altre,
non vincerà mai se sta sempre a rimorchio». Vedere tanta gente gli
allarga il sorriso. «Ringrazio il pubblico presente, adesso con gli
uomini in gara lo spettacolo aumenta. Teso? L'importante è che vada
tutto bene». Il figlio Luigi, dotato di buon fondo, ma specialista nella
velocità, si arrende dopo pochi giri. La fuga di due atleti costringe il
gruppo a remare fin da subito con buona lena (19' il massimo vantaggio),
con passaggi intorno ai 2'20", fino al riassorbimento. Il tracciato
stretto consente alle squadre che formano il treno di tenere salda la
corsa. Si sgomita per tenere la posizione, i continui rimandi di
velocità sono spettacolari. Gli sfilacciamenti vengono sempre
recuperati. Così sul traguardo la volatona coinvolge più di 20 atleti
regolati da Francesco Zangarini, campione del mondo della 20.000 a
eÌiminazione. «Ero giù di forma, non pensavo di vincere. Ci sono stati
numerosi attacchi, ma la mia squadra è stata grandissima nel tenere
compatto il gruppo. Nel finale, mio fratello è riuscito a darmi lo
spazio per poter sprintare».
Dario Scaccabarozzi
Qui i
risultati |